Mese: giugno 2015

Zigolo delle nevi

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zigolo delle nevi2Lo zigolo delle nevi è un passeriforme tra i 17-18 cm di lunghezza. Vive nelle regioni artiche come Groenlandia, Canada, Alaska, Siberia e Scandinavia, dove anche nidifica tra i sassi o piccoli spazi fra le rocce. Le uova, variamente maculate, vanno dal giallo-bianco al blu-verdastro, in base alle sottospecie. E’ facilmente riconoscibile per le ampie macchie bianche sulle ali e sulla coda: il maschio in abito estivo è bianco, con dorso, punta delle ali e centro della coda neri. Il becco è arancione mentre le zampe sono nere. La sua dieta è molto varia essendo un uccello onnivoro. È un uccello migratore che si sposta in stormi di circa una decina di esemplari. Frequenta anche zone montuose come le Alpi.

 

Saiga

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La saiga è un mammifero appartenente alla famiglia dei Bovidi. Originariamente questa antilope abitava una vasta area delle steppe eurasiatiche, ma oggi vive solamente in poche aree della Russia, del Kazakistan e della Mongolia occidentale. I maschi sono più grandi delle femmine e sono gli unici ad avere le corna. E’ facilmente riconoscibile per la sua insolita struttura nasale, grande e flessibile: si ipotizza che possa servire a riscaldare l’aria d’inverno e a filtrare la polvere d’estate. Poiché hanno un grande valore nella medicina tradizionale cinese, la saiga è seriamente minacciata dal bracconaggio. Le saighe si riuniscono in branchi molto numerosi che vagano per le steppe semi-desertiche nutrendosi di varie specie di piante, comprese alcune velenose per altri animali. Possono coprire distanze considerevoli e attraversare fiumi a nuoto, ma evitano le aree montuose e accidentate. I maschi riuniscono a sé un gruppo dalle 5 alle 50 femmine.

Scarabeo tartaruga d’oro

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Lo scarabeo tartaruga d’oro (Charidotella sexpunctata ) vive in Nord America ed è una delle tre specie di coleottero tartaruga americane. Può crescere fino a 5-7 mm di lunghezza. Si nutre di erbe scarabeo tartaruga d'oro2infestanti e in esse deposita le uova (circa 20) una volta all’anno. Le uova, ovali e appiattite, sono attaccate singolarmente alla parte inferiore delle foglie e/o sugli steli e sono di colore bianco. Misurano circa 1 mm di lunghezza e si schiudono tra i cinque a 10 giorni. Le larve, di colore giallo o bruno-rossastro, possiedono spine ramificate e zampe corte e spesse. Esse utilizzano un originale meccanismo di difesa: usando un’apposita appendice, l’insetto si ricopre dei suoi stessi escrementi, i quali una volta induriti, vengono impiegati come una sorta di scudo mobile, usato per spaventare o confondere i suoi predatori naturali, principalmente vespe e mosche parassite. Lo scarabeo tartaruga d’oro è una delle più piccole creature trasparenti del mondo. I margini del torace sono infatti privi di pigmentazione, mentre il resto del corpo passa da un netto color oro a sfumature bronzo rame a seconda del momento dell’anno. Al momento della morte l’insetto perde la sua colorazione dorata.

 

Otocione

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L’otocione, o “volpe dalle orecchie di pipistrello”, è una piccola volpe residente esclusivamente in Africa, e in particolare nella savana africana. Questo animale è alto circa 30 cm, lungo 55 cm e pesa circa 5 kg. Sebbene abbia un aspetto molto simile a quello delle altre volpi europee, differisce per alcune caratteristiche fondamentali: le zampe nere e molto lunghe ( simili a quelle di uno sciacallo), le grandi orecchie (circa 13 cm), e i denti piccoli. Il suo manto folto è di colore argentato con sfumature tendenti al nero e gli occhi sono circondati da una mascherina chiara. La sua dieta è composta principalmente da termiti, locuste, uova, piccoli animali e frutta. E’ solito vivere vicino ai branchi di zebre e antilopi, in modo da potersi nutrire degli insetti presenti nelle loro feci. L’otocione è un animale notturno e si sposta sempre in piccoli gruppi familiari di solito non superiore alle 5 unità. Dopo due mesi di gravidanza, la femmina partorisce un massimo di 6 cuccioli, i quali vengono accuditi nella tana da entrambi i genitori, finché non sono in grado di provvedere a loro stessi in totale autonomia.

Gatto orsino

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Il gatto orsino è il più grande viverride del mondo. Il colore del corpo è nero-grigio e le orecchie sono arrotondate con i margini bianchi. I peli dietro ogni orecchio sono lunghi e si estendono oltre la punta, formando un lungo ciuffo. Possiede una pelliccia arruffata e una coda prensile. Quest’ultima caratteristica è unica tra i carnivori del vecchio mondo. Gli artigli sono semi-retrattili, corti e leggermente ricurvi. È attivo principalmente di notte e scende a terra frequentemente per spostarsi da un albero all’altro, poiché la possente mole gli impedisce di compiere salti da un ramo all’altro. La sua dieta consiste principalmente di frutta, germogli, foglie e uccelli, ma non disprezza pesci e carogne. È un discreto nuotatore e usa questa abilità per immergersi e cacciare i pesci. Diffuso nelle foreste di Cina, Indocina e Filippine, vive solitario o in piccoli gruppi di adulti insieme ai piccoli.

Lumaca banana

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Chiamata così per il suo caratteristico colore giallo che, in contemporanea con la forma allungata del gasteropode, ricorda il frutto, la lumaca banana (Ariolimax californicus) vive in Nord America, presso le coste che si affacciano sul Pacifico. Arrivando anche a 25 cm, è una della lumache più grandi al mondo. E’ un decompositore, ovvero la sua dieta comprende le foglie morte e gli escrementi animali che trova nel sottobosco. Poiché si nutre anche di funghi, contribuisce allo spargimento delle spore e dei semi per tutta la foresta

Bufaga

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La bufaga è un uccello passeriforme che possiede l’abitudine di posarsi sul corpo dei mammiferi erbivori per nutrirsi di zecche e parassiti liberando la pelle degli animali dagli spiacevoli invasori. Di questo genere appartengono due specie: la bufaga dal becco giallo ( Buphagus africanus) e la bufaga dal becco rosso ( Buphagus erythrorhynchus). Proprie del continente africano, le bufaghe sono lunghe una ventina di centimetri e sono munite di un becco assai robusto; nel loro piumaggio predominano le tinte scure. Alcune osservazioni indicano che fra questi uccelli e i loro mammiferi si sia sviluppata qualche sorta di comunicazione. Speciali gridi di allarme delle bufaghe sono recepiti anche dai mammiferi e altre vocalizzazioni rendono questi propensi alle operazioni di ripulitura: le zebre, per esempio, assumono in risposta posizioni particolari che facilitano agli uccelli il raggiungimento delle parti più nascoste, segno della presenza di una simbiosi. Alcuni ritengono invece che le interazioni tra bufaghe ed erbivori siano una forma di parassitismo, dal momento che le bufaghe spesso si nutrono della pelle e del sangue dei mammiferi anche in assenza di insetti parassiti.

                                 

Bufaga dal becco giallo                                                                                                 Bufaga dal becco rosso

Punteruolo rosso

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Il punteruolo rosso è un micidiale parassita delle piante. Originario dell’Asia sudorientale e della Melanesia, è giunto in Europa e nelle coste del Mediterraneo a causa del commercio di esemplari di
 palme infette. Lungo fra i 19 ed i 45 mm, possiede una colorazione colore rosso-brunastra, con macchioline nere nella parte superiore del torace. Possiede un lungo rostro ricurvo, che nel maschio è più accentuato che nella femmina, e ricoperto da una fitta peluria, alla cui base sono inserite le antenne. Il ciclo vitale incomincia dalla larva ( essa nasce da una delle uova deposte sulla palma stessa), la quale costruisce un bozzolo, che successivamente diventerà un esemplare adulto. La vita media allo stato adulto è di circa 2-3 mesi. Presso gli Iatmul, popolazione della Papua Nuova Guinea, le larve di punteruolo rosso costituiscono un’ importante risorsa di proteine, zinco e ferro. Oggi l’allarme delle infestazioni ha raggiunto livelli giganteschi che causano la morte continua delle palme, sia nei parchi pubblici, sia nei giardini privati.

 

Assiolo

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Questo rapace vive di norma solitario ed è attivo principalmente di notte. Poco più grande di una civette nana (18-21 cm) e con una apertura alare di circa 50 cm, è formidabile nel mimetizzarsi, grazie anche al piumaggio bruno, punteggiato di macchie grigiastre e strisce nere. La caratteristica principale sono le orecchie rialzate che terminano in un ciuffo di piume scure, oltre che a due vivaci occhi giallo-arancioni. Si nutre principalmente di insetti (come cavallette e cicale), lombrichi e rane. Per cacciare egli resta immobile su un ramo finché una potenziale preda diventi abbastanza vicina da poter essere catturata, con quindi un notevole e efficacie risparmio di energie. L’assiolo è anche un uccello migratore: d’inverno viaggia dai boschi europei ( perlopiù uliveti, pineti e boschi di frassini) fino al caldo sud del Sahara. Il canto dell’assiolo è inconfondibile: il suo verso “chiù” ( o “diù”) non è particolarmente forte ma in compenso può prolungarsi per ore con ritmo uniforme. Questo canto vanta di essere stato scelto come soggetto della celebre poesia omonima “L’assiuolo” (Myricae, 1897) composta da Giovanni Pascoli.