Mese: settembre 2015

Cane selvatico indiano

Postato il Aggiornato il

Il cane selvatico indiano ( noto anche come dhole o cane rosso) è un canide che popola l’India e gran parte del sud-est asiatico, in particolare Indonesia, Cina e Corea, sebbene sia stato stato avvistato in diverse zone della Russia. Nonostante somigli ai cani di villaggio, si distingue per le orecchie arrotondate e per il muso piuttosto corto. I dhole possiedono un pesante mantello che varia dal giallognolo al marrone, con un denso sottopelo invernale che si scurisce d’inverno, e la coda dalla punta nera. Una volta vivevano in branchi molto più numerosi nei boschi, sulle colline e nelle pianure. Adesso il loro numero si è ridotto perché le prede di cui si nutrono sono diventate scarse. I dhole non abbaiano, ma ringhiano o piagnucolano. Come il suo più stretto parente, il licaone, il cane selvatico caccia in branco ( dai 15-20 individui) e insegue spietatamente la sua preda. Sebbene non corra a velocità elevata, utilizza l’olfatto per seguire le scie odorose della sua preda, finché questa, ormai esausta, non si arrende. In India le prede principali del dhole sono il muntjak, il chital, ed il sambur, oltre che animali più grossi, compresi i bufali, i cinghiali e perfino altri carnivori come l’orso nero dell’Himalaya e l’orso labiato. Svolgono inoltre l’importante compito ecologico di tenere i daini in movimento, impedendo che questi mangino troppa erba.

Tamandua minore

Postato il Aggiornato il

Il tamandua minore (detto anche tamandua dalle 4 dita) è un mammifero simile, per aspetto e comportamento, al comune formichiere. Diffuso dal Venezuela all’Argentina settentrionale, egli vive in un’ampia gamma di habitat, dalle foreste alle savane, sembrando però preferire aree vicine a corsi d’acqua e ricche di piante, dove il loro nutrimento (formiche e termiti) è più abbondante. Il corpo misura fra i 54 e gli 88 cm, ai quali vanno aggiunti tra i 40 e i 59 cm di coda. Il manto può essere dal giallastro al bruno scuro, con una striscia nera che scende dal collo verso le spalle ed i fianchi fino a colorare tutta la parte inferiore del dorso. Tuttavia è grande la variabilità di colorazione che si registra sia a livello geografico (man mano che si va verso sud la macchia nera tende ad essere più marcata) che individuale, il che ha reso la descrizione tassonomica di questi animali assai disagevole. Oggi, comunque, si tende ad accettare tre sottospecie certe di tamandua dalle 4 dita. Il tamandua è un animale solitario, sia diurno che notturno (anche se è più attivo durante la notte) e prevalentemente arboricolo. Durante il giorno riposa in tane abbandonate da altri animali o in tronchi cavi. Questo animale tende ad utilizzare molto di più l’udito (lo si evince dalle orecchie grandi e rivolte in avanti) rispetto alla vista per andare in cerca di cibo e nutrirsi.

Procione cancrivoro

Postato il Aggiornato il

Il procione cancrivoro è un procionide diffuso nelle paludi e nelle giungle dell’America centrale e meridionale, assieme a gran parte delle regioni a est delle Ande. Molto somigliante al procione lavatore per via della folta coda ad anelli e della «maschera da bandito» attorno agli occhi, differisce tuttavia per alcune caratteristiche: gli artigli sono, infatti, più larghi e smussati; possiede un corpo più slanciato a causa del pelo più corto e la coda è meno folta. La colorazione, inoltre,  è variabile da grigio cenere a ocra o rossastro sul dorso. La lunghezza del corpo si aggira sui 41-60 cm, quella della coda sui 20-42 cm e arriva a pesare tra i 2 e i 12 kg. Generalmente i maschi sono più grossi delle femmine. Il procione cancrivoro è un animale solitario e notturno. Trascorre quasi tutta la sua esistenza nei pressi di torrenti, laghi e fiumi, rimanendo più fortemente legato ai corsi d’acqua rispetto al suo cugino. Vive in gruppi familiari numerosi e si mettono in guardia l’un l’altro con lunghi sibili che ricordano i segnali d’allarme delle lepri. Oltre alla principale alimentazione costituita dai granchi ( da cui prende il nome; “cancrivoro”= “divoratore di cancri/granchi”), si nutre anche di gamberi, crostacei vari, piccoli anfibi, uova di tartaruga e frutta, il che fa di lui un animale incredibilmente onnivoro.